header

GTranslate

English French German Italian Portuguese Russian Spanish
La Nostra Storia PDF Stampa E-mail

- “ Padre Gianni, che idea strana questa di voler mettere al nostro dito un Anellino, bello si, ma tanto speciale!” 

- Sono d’accordo con te, questa è veramente un’idea strana,  e l’ANELLINO è veramente speciale, infatti ha una storia di sentimenti, e, direi quasi di grande passione.

Mi trovavo a COLONIA DO PRATA, nostro lebbrosario, fondato dal frate cappuccino  P. Daniele di Samarate, morto lebbroso a soli 48 anni, dopo aver vissuto  lebbroso in mezzo ai fratelli lebbrosi per 18 anni. Un bel giorno mi si presenta il mio amico PINTO, uno dei  primi collaboratori nel lebbrosario e mi mostra, tutto entusiasta, un anellino nero, fatto con una ghianda del frutto tucuman. 

L’anellino era già usato dai poveri come fede matrimoniale, ma PINTO quel giorno, voleva dirmi qualcosa di veramente importante e, dopo i consueti saluti ed abbracci, mi disse: “Padre Gianni, dobbiamo coinvolgere di più  i buoni del PRIMO MONDO e dovremmo ricorrere a qualcosa di simbolico. 

Ho pensato a questo anellino, vorrei che tu ne facessi il nostro simbolo.  Però non lasciarlo così nero, mettici sopra una bella perlina verde, che indichi la speranza di guarigione e di reinserimento nella società, perciò ho anche preparato un verso poetico: ANELLINO NERO VERDEAL TUO DITO UN POVERO DEL TERZO MONDOSARA’ GUARITO”.

Questa è la storia del nostro ANELLINO,  che da quell’incontro è diventato il nostro simbolo